Casa MNT _ Favaro Veneto [VE]
     
Casa MNT _ Favaro Veneto [VE]
LUOGO: Favaro Veneto [VE]
TIPO: Residenziale
STATUS: Realizzato
ANNO: 2014
CLIENTE: Famiglia MNT

PROGETTO: Mauro Frate architects
TEAM: Mauro Frate con Ludovico Sternini, Simone Visentin

STRUTTURE: ing. Andrea Rigato
APPALTATORE: Costruzioni Edili Sartorato srl
FOTOGRAFIE: Andrea Avezzù

SUPERFICIE SCOPERTA: 952,74 mq
SUPERFICIE UTILE: 285 mq

INTERVENIRE SULL' ESISTENTE
Il progetto di ristrutturazione di una villetta unifamiliare è assunto nel progetto come occasione per ripensare a quegli aspetti morfogenetici specifici dell'edilizia residenziale nelle zone di espansione e nuova edificazione dei centri urbani veneti, spesso a ridosso di parti di città caratterizzate da densità abitative più elevate. In questa porzione di territorio, l'edificazione risalente agli anni 60/70/80, non avviene lungo strade a carattere produttivo-commerciale, come accade invece nella maggior parte del territorio veneto, ma condivide tuttavia con il modello urbano dello “sprawl” alcune negative peculiarità. Partendo da queste considerazioni, il progetto tenta di usufruire dell'incremento volumetrico concesso dalla normativa, per migliorare l'insieme delle relazioni visive e fisiche tra manufatto esistente, lotto di pertinenza, affaccio sulla strada e, infine, nuovo ampliamento.

NUOVE RELAZIONI TRA LE PARTI
Il progetto prevede quindi lavori edilizi di ristrutturazione ed edificazione in sopralzo della villetta unifamiliare esistente. La collocazione del nuovo volume, condizionata dalla risposta alla normativa in merito alle distanze, si trova ”congelata” in una posizione decentrata ed asimmetrica rispetto al manufatto esistente, ma trova tuttavia la possibilità di sbilanciarsi marcatamente verso la strada proprio per effetto delle deroghe concesse dal Piano Casa. Il progetto coglie quindi quest'opportunità per aggiungere un nuovo ambiente al piano terra, sul fronte ovest. Inoltre, l'obbligo di mantenere inalterata la stereometria del fabbricato da ristrutturare, trasforma la quota attuale di calpestio a quota + 100 cm in occasione per mediare l'ingresso all'abitazione: uno "zoccolo" , in continuità materica e figurativa con la sagoma volumetrica esistente, si articola come terrazza rialzata su cui affacciare il nuovo ambiente adibito a sala da pranzo. Non c'è dicotomia quindi tra gli ambiti pertinenziali esterni, arricchiti di qualità e nuovi usi, e la zona "living". La semplice modulazione della parte basamentale, i gradini di accesso alla quota rialzata ed un'ampia vetrata scorrevole suggeriscono un ambito senza soluzione di continuità. Il rapporto con la strada risulta comunque mediato da semplici accorgimenti come l'orientamento e l'arretramento degli infissi al piano terra o come l'introduzione di una vasca per la piantumazione a "sedum" intensiva, con funzione schermante.
La scala interna, vero fulcro distributivo dell'alloggio ed elemento in grado di moltiplicare le relazioni visive interne, rappresenta il "trait d'union" tra il piano terra ed il nuovo piano primo. Il tentativo progettuale di trasformare il volume esistente in materiale plastico e malleabile, capace di ricondurre tutte le appendici spaziali in un unico insieme figurativo, si trasforma, per la volumetria aggiunta, in aggressione "virale" e denuncia del "nuovo" rispetto allo stato di fatto. La differenza di trattamento tra il rivestimento del piano terra e quello del piano primo, preannuncia anche le differenti figurazioni architettoniche adottate. I semplici fori finestra al piano terra lasciano spazio nel volume in sopralzo a due grandi cornici aggettanti rispetto al filo di facciata, che proteggono gli affacci delle camere. Risulta invece aggettante il dispositivo finestrato che dalla camera doppia permette l'accesso alla terrazza ricavata nello spessore della falda.

L'ENERGIA COME FATTORE DI FORMA
La morfogenesi del progetto scaturisce da due fattori: il primo, endogeno, è rappresentato dagli inderogabili vincoli normativi; il secondo, esogeno, è invece costituito dal tentativo di ricercare la massima efficienza energetica per l'edificio, sfruttando il corretto orientamento e facendo ricorso a dispositivi passivi per il controllo dell'irraggiamento solare. Per queste ragioni la copertura del piano primo è stata conformata per avere un'ampia falda direzionata verso sud, per accogliere ed integrare fin da subito i pannelli solari e coadiuvare quindi un impianto di riscaldamento a pavimento a bassa temperatura. In linea più generale, tutto l'edificio ricerca una modellazione volumetrica ed architettonica in grado di poter governare attraverso gli aggetti, gli sporti ed i dispositivi schermanti l'irraggiamento diretto nel periodo estivo e la maggior captazione possibile per i sistemi attivi.
Il progetto è concepito quindi come un tentativo di considerare il sole quale "fattore di forma", non solo al fine di dar luogo alla realizzazione di nuovi edifici "esemplari", ma nell'auspicato ed improrogabile scenario di un sistematico aggiornamento architettonico del patrimonio edilizio esistente.
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